
7 e 8 marzo – GIORNATA della SALUTE della DONNA





Un percorso formativo nato dalla decennale collaborazione tra l’università di Roma Tor Vergata e il ministero della Salute. Questo, in sintesi, il Master di I livello in Tutela della Salute – Protection of health, che è culminato venerdì 13 febbraio al Ministero della Salute (Viale Giorgio Ribotta, 5) a Roma all’interno dell’Auditorium “Biagio D’Alba” con la presentazione delle prime tesi finali.
Già dal 2016 l’Università di Roma Tor Vergata erogava – con cadenza biennale – un Corso di formazione di livello universitario riservato ai militari dell’Arma dei Carabinieri, dal nome Tutela della salute pubblica. Nell’anno accademico 2024/2025, alla luce dell’esperienza del corso, è stato attivato l’attuale Master, di durata annuale, grazie a un rinnovato accordo tra l’università e il ministero della Salute, riservato esclusivamente al personale dell’Arma dei Carabinieri. Obiettivo principale è fornire loro gli strumenti necessari per conoscere e comprendere e, all’occorrenza, applicare in chiave sanzionatoria la normativa “tecnica” dei settori interessati. Sicurezza alimentare e qualità nutrizionale, tutela della salute umana e animale, relativi ruoli professionali, sono i punti nevralgici approfonditi e oggetto principale di formazione.
Il rettore di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, presente all’evento, sottolinea “È per me un vero piacere portare il saluto dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata in occasione della cerimonia conclusiva del Master universitario di I livello in Tutela della salute, che segna il termine di un percorso formativo impegnativo e di alto profilo, culminato oggi con la discussione dei lavori finali. Desidero innanzitutto rivolgere un saluto e un sentito ringraziamento al Generale Covetti, per la sua presenza, che testimonia ancora una volta l’attenzione e il forte sostegno dell’Arma dei Carabinieri a iniziative di formazione avanzata come questa, fondamentali per rafforzare la tutela della salute pubblica nel nostro Paese. Il valore di questo Master risiede anche nella sua capacità di integrare ambiti disciplinari diversi, quello giuridico e quello tecnico-scientifico, grazie al contributo congiunto di più strutture del nostro Ateneo e al costante dialogo con il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e con il Ministero della Salute. È un modello di formazione che dimostra come la sinergia tra Istituzioni – Università, Ministero e Forze dell’Ordine – rappresenti una strategia vincente per raggiungere risultati concreti e utili per la comunità. Oggi, con la conclusione del Master e la discussione delle tesi finali, si chiude un percorso formativo, ma si rafforzano competenze e responsabilità che accompagneranno ciascuno di voi nel proprio servizio. All’Università resta l’orgoglio di aver contribuito alla vostra formazione, a voi l’onore e l’onere di tradurre quanto appreso in azioni quotidiane a tutela della salute pubblica”.
Il percorso didattico era diviso in due fasi principali. Una prima fase di 400 ore di didattica frontale comprensive delle attività di verifica ed esami. I docenti di Roma Tor Vergata, sono stati supportati, ove ritenuto necessario, da Ufficiali del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e da dirigenti del ministero della Salute. La seconda fase, a cura del Comando per la Tutela della Salute, è stata invece caratterizzata dallo svolgimento di un vero e proprio tirocinio teorico-pratico, della durata di 1500 ore, presso i dipendenti Nuclei Anti Sofisticazioni (NAS). Il numero massimo dei partecipanti prevedeva un massimo di 90 unità. Il numero massimo dei partecipanti era fissato in 90 unità con una minima pari al 75% delle ore previste. L’attività formativa svolta è pari a 60 crediti formativi.
All’impostazione concretamente interdisciplinare delle lezioni e all’erogazione degli insegnamenti concorrono il dipartimento di Giurisprudenza, che è sede amministrativa del corso, rappresentato da Donatella Morana, coordinatrice del master e Cristiano Cupelli, ordinario di Diritto penale; per la facoltà di Medicina e Chirurgia era presente Laura Di Renzo, direttrice della Sezione di Scienza dell’Alimentazione, della Nutrizione Clinica e del Farmaco, mentre per il dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche c’era Fabiana Arduini, ordinaria di Chimica analitica. In allegato il programma della cerimonia.


L’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, in collaborazione con il Policlinico Tor Vergata e la Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, organizza nel mese di marzo (dal 2 al 27 marzo) “Campus Visivo”, un programma di salute e prevenzione visiva consistente in visite oculistiche gratuite con relativa donazione di occhiali da vista eventualmente prescritti, rivolto agli studenti e alle studentesse dei corsi di laurea di Roma Tor Vergata, in possesso di un ISEEU in corso di validità inferiore a euro 13.000.
L’iniziativa rappresenta un importante strumento di prevenzione, utile per individuare precocemente eventuali disturbi visivi e promuovere la tutela della salute degli occhi, con ricadute positive anche sul benessere e sul rendimento nello studio. Una buona capacità visiva è infatti fondamentale per il percorso universitario. Disturbi non corretti possono incidere negativamente sulla concentrazione, sull’apprendimento e sulla qualità dello studio, rendendo più faticoso il percorso accademico. Prendersi cura della propria vista significa quindi investire nel proprio successo formativo.
Le visite oculistiche saranno svolte dai medici in formazione specialistica della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, sotto il coordinamento del Prof. Carlo Nucci, Professore di Oftalmologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia dell’Ateneo e la supervisione del personale medico oculistico del Policlinico Tor Vergata
Si informa che il numero delle visite disponibili è limitato. Qualora il numero di richieste superi le disponibilità, verrà stilata una graduatoria per l’ammissione allo screening secondo i seguenti criteri:
Gli studenti interessati sono pertanto invitati a prenotarsi entro il 24 febbraio 2026, collegandosi al seguente link: https://forms.microsoft.com/e/hXpNcaBXvk
Mercoledi 25 febbraio 2026 verranno pubblicati sul sito web di Ateneo l’elenco degli ammessi all’iniziativa e verranno comunicate le informazioni organizzative (date, orari e sede dello screening).


David Della Morte Canosci, ordinario di Scienze dell’alimentazione e delle tecniche dietetiche applicate nel Dipartimento di Medicina dei Sistemi di Roma Tor Vergata, è stato nominato componente dell’Osservatorio nazionale per la formazione sanitaria specialistica in rappresentanza del Ministero dell’Università e della ricerca. La nomina è stata formalizzata con decreto ministeriale del 6 febbraio 2026.
L’Osservatorio supporta il Ministero nelle attività di indirizzo e monitoraggio della formazione sanitaria specialistica.
Della Morte Canosci ricopre il ruolo di Consigliere Personale del ministro dell’Università e della ricerca, con delega alla ricerca scientifica. Partecipa ai lavori sulla riforma per l’accesso programmato alla facoltà di Medicina e chirurgia e alle Professioni sanitarie, nonché della revisione della legge 517/99 sulle Aziende Ospedaliere Universitarie.
È anche componente della commissione per i bandi Rita Levi Montalcini dedicati al rientro dei cervelli italiani dall’estero e di altre commissioni di studio del MUR.
Con questo incarico, Della Morte Canosci entra a far parte dell’organismo che affianca il Ministero nelle attività di indirizzo e valutazione della formazione sanitaria specialistica.


Rivolto a:
Medici in Formazione Specialistica di Area Medica
Studenti Facoltà di Medicina e Chirurgia
https://jhjhm.zoom.us/j/98841374304


Il prorettore vicario Carlo Nucci, ordinario di oftalmologia e direttore della Scuola di specializzazione in oftalmologia dell’università di Roma Tor Vergata, ha ricevuto nelle scorse settimane il decreto di nomina ministeriale a componente del Comitato tecnico nazionale per la prevenzione della cecità e dell’ipovisione (CTNPC), organismo istituito presso il ministero della Salute.
Il Rettore si congratula per la nomina del professore, esperto di patologie che sono tra le principali cause di cecità e ipovisione.


In occasione della prima Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria, un convegno congiunto organizzato a Roma e a Firenze dai maggiori attori istituzionali presenti sul territorio, nella formazione e nella ricerca per la medicina veterinaria di Lazio e Toscana, alla presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci e della Senatrice Maria Cristina Cantù, promotrice della Giornata nazionale.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana (IZSLT) con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa hanno organizzato l’evento “Uno sguardo sicuro sul futuro: il ruolo del veterinario nella prevenzione”, che si è svolto venerdì 23 gennaio 2026 presso l’Aula Fleming dell’Università di Roma Tor Vergata, con collegamento simultaneo dalla Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle celebrazioni della Prima Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria, istituita con la Legge 1 aprile 2025 n. 49 (che si celebra il 25 gennaio), e rappresenta un momento di riflessione sul ruolo strategico della medicina veterinaria nelle politiche di prevenzione sanitaria, in coerenza con l’approccio One Health, promosso dal Ministero della Salute come asse portante della tutela della salute pubblica.
Nell’apertura dei lavori il rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, che lo scorso anno accademico ha inaugurato il corso di laurea in Medicina Veterinaria, primo nel Lazio, ha evidenziato l’importanza della formazione accademica: “Riaffermo l’impegno della nostra Università nel formare i “medici veterinari del futuro” professionisti che non siano solo operatori esperti, ma veri e propri gestori della salute ambientale e umana”. “La collaborazione tra Università e Istituti deve diventare il motore in grado di fondere ricerca scientifica, sorveglianza epidemiologica attiva e azioni di prevenzione – ha sottolineato il rettore – Ringrazio il legislatore per aver colto l’importanza di queste sfide e la necessità di diffonderne l’urgenza. La presenza dell’ordine dei medici veterinari testimonia il legame indissolubile tra il mondo della formazione accademica e la realtà professionale sul campo. Al Ministero della Salute va il merito di aver saputo dare veste giuridica a questa necessità di coordinamento, fornendo le risorse e la cornice istituzionale per operare”, ha concluso il rettore Levialdi Ghiron.
Ma è nelle parole del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, che si è espresso il tema del convegno: “Oggi più che mai è importante far conoscere il ruolo cruciale della veterinaria nel tutelare la nostra salute e quella degli animali, entrando anche nella vita di tutti i giorni di ciascuno di noi. Questo incontro racchiude un importante messaggio per la collettività, ovvero che la salute dell’Italia e la tutela degli ecosistemi non possono prescindere dall’opera dei veterinari. Questi professionisti rappresentano, infatti, un ponte tra salute animale, salute umana e ambiente, incarnando pienamente l’approccio One Health”.
La Senatrice Maria Cristina Cantù promotrice della Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria con la legge 49/2025, partecipando in diretta dal Senato, ha dichiarato: “La prima Giornata nazionale per la prevenzione veterinaria, che si svolgerà domenica su tutto il territorio nazionale, è il frutto di uno sforzo interistituzionale congiunto tra Ministero della Salute, istituti, università, aziende sanitarie, associazioni e organizzazioni sindacali. Nei più di vent’anni in cui ho diretto aziende sanitarie, ho sempre insistito sull’importanza della veterinaria nel sistema della salute globale: oggi, finalmente, con la legge 49, affermiamo questo paradigma anche sul piano legislativo”.
Dalla sede di Firenze, moderati dal direttore sanitario IZSLT Giovanni Brajon, hanno quindi inviato i saluti l’Assessore alla Sanità e al Sociale della Regione Toscana Monia Monni, che ha affidato le sue parole a Giovanna Bianco responsabile del settore Prevenzione e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro della Regione Toscana, e Vincenzo Miragliotta Direttore del Dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Pisa. “Salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente sono sempre più interconnesse e dipendenti – ha evidenziato nei suoi saluti l’assessora alla sanità della Toscana, Monia Monni. Per questo è necessaria integrazione delle competenze, cooperazione ed un investimento sulla prevenzione. Prendersi cura della salute degli animali vuol dire pensare alla salute del pianeta e dei suoi abitanti e il veterinario ha un ruolo importante nella prevenzione che va valorizzato”.
“La medicina veterinaria è un pilastro della prevenzione e parte integrante del Servizio Sanitario Nazionale. Attraverso un approccio One Health, i veterinari tutelano la sicurezza alimentare, contrastano le zoonosi e proteggono la salute pubblica. Ha dichiarato Stefano Palomba, Commissario Straordinario dell’IZS Lazio e Toscana – Investire nella prevenzione veterinaria significa investire nella sicurezza e nel futuro del Paese”.
“La prevenzione è oggi la vera frontiera della sanità pubblica e richiede un approccio integrato tra discipline diverse. Il contributo della medicina veterinaria è essenziale per anticipare i rischi, governare le emergenze e proteggere la salute collettiva. One Health non è uno slogan, ma un modello operativo indispensabile per il futuro”. Così Aldo Grasselli, Segretario Nazionale del Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica, nei saluti di apertura del convegno.
La professoressa Eleonora Candi, coordinatrice del corso di laurea in Medicina Veterinaria dell’Università di Roma Tor Vergata, che ha moderato il convegno nella Facoltà di Medicina dell’Università di Roma Tor Vergata, ha sottolineato che “l’istituzione della Giornata Nazionale rafforza il riconoscimento del veterinario quale figura chiave della prevenzione e della salute pubblica, ruolo sostenuto dall’impegno del Ministero e tradotto in percorsi formativi sempre più orientati alla visione One Health”.
Anche il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa, recentemente riconosciuto Dipartimento di Eccellenza, contribuisce all’iniziativa portando la propria esperienza scientifica e formativa. Come ha evidenziato Vincenzo Miragliotta “la prevenzione veterinaria e la salute unica rappresentano oggi una priorità condivisa tra ricerca, formazione e istituzioni, a beneficio della collettività”.
a cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo e dell’Ufficio Stampa IZSLT


Diversi e prestigiosi sono i progetti di ricerca dell’università di Roma Tor Vergata sulla lotta contro il cancro che la Fondazione Airc ha deciso di sostenere. Sommati, si arriva a circa 2 milioni e 155 mila euro di fondi che hanno premiato l’impegno di docenti e ricercatori di ateneo. Il dato emerge in concomitanza con l’approssimarsi della giornata evento del 24 gennaio 2026 in cui è prevista la campagna della Fondazione “Le Arance della Salute” per la lotta ai tumori e la sensibilizzazione alla prevenzione.
L’università di Roma Tor Vergata fa parte degli atenei che a livello nazionale sono supportati da Airc, la Fondazione che dal 1965 è impegnata nella battaglia contro il cancro.
Massimo Federici, ordinario del dipartimento di Medicina dei sistemi e prorettore alla Ricerca dell’università di Roma Tor Vergata, commenta “Roma Tor Vergata ha una consolidata tradizione di progetti sostenuti da Airc, che spaziano dalla ricerca di base alla ricerca traslazionale fino alla traslazione dei risultati al letto del paziente. Nell’ultima edizione dei bandi emessi da AIRC – prosegue – il nostro ateneo ha ottenuto venti finanziamenti: nove per progetti di ricercatori senior, otto per progetti di ricercatori junior e tre borse di studio post-doc. Ci saranno quindi 20 scienziati della nostra comunità accademica che, insieme ai loro gruppi, studieranno i meccanismi molecolari dell’oncogenesi, valuteranno nuovi approcci terapeutici in studi preclinici e produrranno evidenze per l’utilizzo in clinica delle loro scoperte. Ed è importante – conclude Federici – sottolineare che più della metà dei progetti approvati è guidato da giovani ricercatori, a testimonianza di come l’esperienza del nostro ateneo nel campo dell’oncologia sperimentale e clinica si sta arricchendo di una nuova leva di scienziati“.
Dei progetti d Roma Tor Vergata sostenuti da Airc con un contributo complessivo di oltre 2 milioni e 100 mila euro, questi di seguito sono i tre maggiormente finanziati.
Il progetto Exploring the tumour suppressive functions of ZNF750 in squamous carcinogenesis è uno studio focalizzato sulle funzioni del gene oncosoppressore ZNF750 nella carcinogenesi a cellule squamose, supervisionato da Gennaro Melino, ordinario di Biochimica al dipartimento di Medicina Sperimentale. Il finanziamento, per il quarto anno di progetto, è di 200 mila euro.
Il progetto Defining the role of S-nitrosylation in rhabdomyosarcoma genesis, che mira a identificare nuove terapie per il rabdomiosarcoma, un tumore infantile che in alcuni casi può essere ancora difficile da curare. Lo studio è condotto da Giuseppe Filomeni, ordinario di Biochimica al dipartimento di Biologia. Il finanziamento, per il terzo anno di progetto, è di 190 mila euro.
Infine nello studio intitolato “Exploring the oncogenic role of p63 and its novel co-binding factor ZNF148 in head and neck squamous cell carcinoma”, si approfondisce il carcinoma squamocellulare della testa e del collo, che mostra una prognosi piuttosto sfavorevole negli stadi avanzati. Eleonora Candi, ordinaria di Biochimica e coordinatrice del Corso di Laurea in Medicina Veterinaria conduce il progetto e il finanziamento, per il secondo anno di progetto, è di 188 mila euro.
Numerosi studi, secondo dati Airc, hanno dimostrato che il 40% circa dei nuovi casi di tumore è potenzialmente prevenibile attraverso sane abitudini: non fumare, fare attività fisica, scegliere un’alimentazione varia ed equilibrata in linea con la dieta mediterranea, non bere alcolici, aderire alle vaccinazioni e agli screening raccomandati per la diagnosi precoce. Nonostante queste evidenze, la diffusione di sovrappeso e obesità in Italia è preoccupante, soprattutto tra i bambini: il 37% circa è in sovrappeso e, di questi, il 17% è obeso. Si tratta di numeri tra i più alti in Europa, dovuti principalmente a un’insufficiente attività fisica e a un’alimentazione che si è allontanata dai principi della dieta mediterranea.
Da oltre 25 anni le Arance della Salute sono un simbolo di impegno condiviso per la collettività, che sostiene il lavoro dei ricercatori per trovare nuove cure contro il cancro e migliorare la qualità della vita di chi lo affronta. Le donazioni saranno destinate ai progetti di ricerca indipendente e alle borse di studio di circa 5.000 ricercatori che lavorano in istituzioni prevalentemente pubbliche di tutta Italia, con l’obiettivo di mettere a punto trattamenti sempre più efficaci contro i tipi di cancro ancora poco curabili e studiare nuovi strumenti e strategie per la diagnosi precoce e per la prevenzione.
Testimoni della campagna “Le Arance della Salute” in questa edizione la ricercatrice-tedofora Paola Storti e la campionessa dello sci Sofia Goggia.
Airc, la Fondazione
Dal 1965 Fondazione AIRC sostiene con continuità la ricerca indipendente sul cancro, con l’obiettivo di trasformare le scoperte scientifiche in nuove cure. In sessant’anni di attività ha investito oltre 2,7 miliardi di euro, contribuendo ai progressi nella prevenzione, diagnosi e cura che hanno aumentato significativamente la sopravvivenza e costruito, parallelamente, una nuova narrativa del cancro. AIRC è il principale finanziatore non profit della ricerca oncologica in Italia. Sostiene il lavoro di 5.000 scienziati attivi in quasi 100 strutture su tutto il territorio nazionale, selezionando i progetti attraverso un rigoroso processo di peer review, garanzia di qualità, merito e indipendenza. Una rete di 17 Comitati e uffici regionali, insieme alla comunità di 20.000 volontari e alla fiducia di 4,5 milioni di sostenitori Impegno che si completa con il sostegno a IFOM, Istituto di Oncologia Molecolare della Fondazione, centro avanzato dedicato allo studio dei meccanismi molecolari alla base dei tumori.


Antonino De Lorenzo, docente emerito e Laura Di Renzo, direttrice della Sezione di Scienza dell’Alimentazione, della Nutrizione Clinica e del Farmaco dell’università di Roma Tor Vergata, sono stati ufficialmente eletti membri del Comitato Nazionale di Sicurezza Alimentare (CNSA) con decreto del ministero della Salute.
“Questa nomina mi riempie di orgoglio e mi gratifica enormemente. Da anni con il prof. De Lorenzo, che qui assume il ruolo di vicepresidente, ci occupiamo del rapporto salute-nutrizione e i risultati conseguiti attraverso le nostre ricerche sulla definizione del processo Nutrient and Hazard Analysis of Critical Control Point (NACCP) per la valorizzazione della Dieta Mediterrane Italiana di Riferimento biologica e la promozione delle filiere alimentari di qualità mostrano l’impegno da noi profuso su questo importante argomento. La sicurezza alimentare e qualità nutrizionale, a livello nazionale e soprattutto in un’ottica di controllo a livello europeo, è fondamentale per garantire la salute dei cittadini”. Riferimento biologica e la promozione delle filiere alimentari di qualità mostrano l’impegno da noi profuso su questo importante argomento. La sicurezza alimentare e qualità nutrizionale, a livello nazionale e soprattutto in un’ottica di controllo a livello europeo, è fondamentale per garantire la salute dei cittadini”.
La Sezione per la sicurezza alimentare è composta da 13 esperti, nominati dal Ministro della salute, di comprovata esperienza scientifica ed elevata professionalità nelle materie attinenti alla valutazione del rischio nella catena alimentare, e in particolare nei seguenti settori: additivi alimentari, aromatizzanti, coadiuvanti tecnologici e materiali a contatto con gli alimenti; additivi e prodotti o sostanze usate nei mangimi; salute dei vegetali, prodotti fitosanitari e loro residui; organismi geneticamente modificati; prodotti dietetici, l’alimentazione e le allergie; pericolo biologico; contaminanti la catena alimentare; salute e benessere degli animali.
CNSA, funzione e ruolo istituzionale
Il comitato nazionale per la sicurezza alimentare (CNSA) è un organo tecnico-consultivo in materia di valutazione del rischio che opera all’interno del Ministero della salute con l’obiettivo di coordinare le funzioni previste dal Regolamento (CE) n. 178 del 28 gennaio 2002 del Parlamento europeo e del Consiglio “che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare”.