È stata celebrata il 12 maggio alla presenza del Presidente della Repubblica e del Ministro della Salute la Giornata Internazionale dell’Infermiere, giunta al suo 100mo anniversario, evento altamente istituzionale organizzato da Fnopi – Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche, presso l’Auditorium Antonianum a Roma. Mattarella ha ricordato l’“appassionata dedizione” di tutto il personale infermieristico durante il Covid. Infermieri e infermiere, che sono “un motore che spinge lungo il percorso della civiltà”.
Una giornata molto importante per gli organizzatori che si sono soffermati sul regio decreto del 1925 con istituzione delle prime Scuole convitto professionali, fino ai giorni nostri con uno sguardo alle lauree magistrali specialistiche che, dal 2026, hanno finalizzato un nuovo modello di assistenza disegnato sulle reali necessità di pazienti e cittadini.
Presenti all’evento Rosaria Alvaro, professoressa ordinaria di Scienze infermieristiche e prorettrice all’Innovazione sociale dell’università di Roma Tor Vergata e Francesco Saverio Marini, professore ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico del dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo, intervenuto nel ruolo istituzionale di giudice della Corte Costituzionale. Il professor Marini ha sottolineato la specificità infermieristica in un sistema complesso che comprende, tra gli altri, ospedali e università, oltre agli ordini professionali e ai decisori politici. Oltre a far riferimento alla “spesa costituzionalmente necessaria” del diritto alla Salute.
“È un momento molto importante per la professione infermieristica – ha sottolineato la professoressa Alvaro – perché finalmente si vedono realizzate le lauree magistrali ad indirizzo clinico. Con l’avvio 20 anni fa con i dottorati di ricerca abbiamo realizzato il sogno di avere la ricerca infermieristica in una collocazione anche internazionale e riconosciuta”.
La professoressa Alvaro ha evidenziato nel corso della tavola rotonda, animata dal giornalista Francesco Giorgino, l’impatto sulla crescita disciplinare e sulla qualità delle cure e sui benefici concreti per pazienti e cittadini che ha il ruolo della ricerca e dei dottorati. Collegato a questo tema, è stato analizzato il contributo specifico che gli infermieri possono portare quando accedono a ruoli apicali e di governo nelle università e nelle istituzioni, introducendo uno sguardo orientato all’esperienza della cura, alla continuità assistenziale e alla centralità della persona.
a cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo
UNIVERSITA' DEGLI STUDI ROMA "TOR VERGATA"




















