Roma Tor Vergata dà il benvenuto agli studenti di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria

Roma Tor Vergata dà il benvenuto agli studenti di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria
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Si è tenuta martedì 1 settembre l’inaugurazione del nuovo anno per gli studenti e le studentesse di Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria e Medicina veterinaria. Un appuntamento importante nel giorno d’inizio delle lezioni del semestre filtro 2026-2027 all’università di Roma Tor Vergata.

Tre corsi di laurea, un semestre comune e tre discipline da affrontare: biologia, chimica e fisica. Prende così avvio un percorso intenso, che metterà alla prova preparazione e motivazione. Un passaggio selettivo, ma anche un tempo decisivo per comprendere e rafforzare la propria scelta.

Ad accogliere i nuovi iscritti sono stati il rettore Nathan Levialdi Ghiron e Roberto Bei, preside della Facoltà di Medicina e chirurgia. Sono intervenuti Leonardo Emberti Gialloreti, coordinatore del corso di laurea in Medicina e chirurgia; Marco Gargari, coordinatore del corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria; Eleonora Candi, coordinatrice del corso di laurea in Medicina veterinaria, e Cinzia Niolu, delegata del rettore alla Salute e al benessere psicologico di tutta la comunità accademica.

“Siamo felici che abbiate scelto l’università di Roma Tor Vergata per questo primo periodo della vostra formazione universitaria” dichiara il rettore Nathan Levialdi Ghiron “Voi studenti siete la nostra ragione di esistenza. L’università non è soltanto il luogo in cui si acquisiscono nozioni, ma una comunità in cui si cresce insieme, si fanno nuove esperienze e si impara a comprendere la realtà. Il mio augurio è che questo semestre non sia vissuto soltanto come un momento di selezione, ma soprattutto come un’occasione di crescita e di consapevolezza, capace di confermare la vostra scelta e rafforzarne la motivazione. Noi siamo qui per accompagnarvi in questo percorso. Auguri a tutti e benvenuti nel nostro Ateneo”.

Il semestre si apre con biologia, chimica e fisica. Tre discipline che costituiscono il vocabolario scientifico necessario per affrontare gli insegnamenti successivi e comprendere la cellula e i suoi meccanismi, i metabolismi, il movimento dei fluidi corporei e i principi alla base delle moderne indagini diagnostiche.

“Quello che avete iniziato è un percorso importante, che richiede studio quotidiano, rigore, disciplina e resilienza – ha sottolineato il preside Roberto Bei –. Le professioni che avete scelto non ammettono incertezze né inappropriatezza nel modo di agire. Sarà un percorso di sacrifici, ma sarete ripagati quando potrete curare una persona o un animale. Questa sarà la ricompensa più grande della vostra vita professionale. Siate curiosi, studiate e abbiate sempre rispetto per la scienza”.

A unire Medicina, Odontoiatria e Veterinaria è anche il paradigma della One Health, fondato sulla stretta relazione tra la salute delle persone, quella degli animali e l’equilibrio degli ecosistemi. Il medico deve riconoscere l’essere umano come parte di un ambiente complesso; il medico veterinario deve comprendere quanto la salute animale incida su quella umana; l’odontoiatra deve considerare la cavità orale all’interno dell’equilibrio dell’intero organismo.

Ma l’università non si costruisce soltanto sui libri. Durante la mattinata la professoressa Cinzia Niolu ha presentato alle future matricole il progetto Pro-Ben dedicato al benessere psicofisico, all’inclusione e alla crescita personale degli studenti, per affrontare lo stress, riconoscere le difficoltà e trovare un equilibrio tra studio, relazioni e cura di sé, sottolineando anche il ruolo attivo dello Sportello PTV per studenti e studentesse, servizio gratuito di valutazione e ascolto curato dalle strutture di Psichiatria e psicologia clinica del Policlinico Tor Vergata (sportellostudenti@uniroma2.it).

Dalla prof Niolu, un ulteriore invito a incontrarsi presto e a fare gruppo con “Lonely Together Live”, il programma di tre serate musicali in calendario il 9, 10 e 11 ottobre 2026 presso il Parco del MAUT, il Museo archeologico universitario di Roma Tor Vergata, recentemente inaugurato. Musica house, indie, pop e rap accompagneranno gli appuntamenti pensati per accogliere gli studenti e contrastare la solitudine, con un’attenzione particolare ai fuori sede.

Durante il semestre 2026-2027 la didattica è articolata in modalità mista: è possibile scegliere se frequentare online oppure in presenza le lezioni nel turno mattutino o pomeridiano, che saranno identiche per contenuti offerti. Da ottobre in poi, le lezioni si terranno invece esclusivamente online in un unico turno, dalle 8:00 alle 14:00. Alla fine del semestre saranno gli esami a valutare la preparazione. Nel frattempo, alle studentesse e agli studenti spetta una prova più profonda: comprendere fino in fondo la scelta compiuta e trovare nella conoscenza, nelle relazioni e nella vita universitaria le ragioni per portarla avanti. Da oggi, la scelta diventa percorso.

a cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo

Dentro le ripetizioni del DNA, nuove risposte per le malattie rare

Dentro le ripetizioni del DNA, nuove risposte per le malattie rare

La spiegazione può trovarsi all’interno delle ripetizioni stesse, in caratteristiche del DNA che le tecnologie tradizionali non riescono a osservare completamente.

È qui che entra in gioco il sequenziamento long-read, letteralmente “a lettura lunga”. La tecnica consente di leggere tratti molto estesi e continui di DNA, senza doverli prima dividere in numerosi frammenti. È un vantaggio decisivo nelle regioni ripetute del genoma, dove ricostruire correttamente la sequenza può risultare particolarmente difficile.

Le prospettive aperte da questa tecnologia sono al centro dell’articolo appena pubblicato sulla rivista Nature Genetics dal consorzio internazionale LRS-RED, che riunisce 36 ricercatrici e ricercatori provenienti da istituzioni europee e nordamericane.

A rappresentare l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata nel gruppo internazionale di ricerca sono Giuseppe Novelli, professore ordinario di Genetica Medica, e Annalisa Botta, professoressa associata di Genetica Medica, entrambi del Dipartimento di Biomedicina e prevenzione.

La lunghezza dell’espansione racconta soltanto una parte della storia. Per comprenderne gli effetti bisogna sapere anche com’è composta. All’interno di una sequenza ripetuta possono esserci interruzioni in grado di influenzare l’età di esordio e la gravità della malattia. La stessa espansione, inoltre, può assumere dimensioni diverse nei vari tessuti di una persona, fenomeno noto come instabilità somatica. Contano anche le strutture del DNA e alcune modificazioni epigenetiche, come la metilazione, che possono regolare l’attività dei geni senza alterarne la sequenza.

Il sequenziamento long-read consente di osservare questi elementi in un’unica analisi. Non restituisce soltanto la misura dell’espansione, ma ne legge anche la struttura interna e può rilevarne il profilo di metilazione. Negli ultimi anni ha anche consentito di identificare espansioni patogenetiche che, con le tecniche precedenti, erano rimaste invisibili.

Il passaggio dalla ricerca alla pratica clinica può quindi rendere la diagnosi più accurata e aiutare a interpretare le differenze tra pazienti con alterazioni genetiche apparentemente simili. Una caratterizzazione più completa del DNA potrà inoltre contribuire a selezionare meglio i partecipanti alle sperimentazioni cliniche e, con lo sviluppo di nuove terapie, a orientare trattamenti sempre più mirati.

“Per anni abbiamo potuto dire ai pazienti quanto fosse lunga la loro espansione, ma non che cosa li aspettasse – spiega Giuseppe Novelli – Oggi possiamo leggere anche la struttura interna della ripetizione e, in essa, c’è buona parte della risposta”.

Giuseppe Novelli e Annalisa Botta studiano da anni le distrofie miotoniche di tipo 1 e 2. Per la forma di tipo 1, le loro ricerche si sono concentrate anche sulle interruzioni presenti nelle ripetizioni del gene DMPK, che possono aiutare a spiegare perché la malattia si manifesta in modo diverso da un paziente all’altro. Per la forma di tipo 2, invece, hanno descritto in un lavoro pubblicato quest’anno un nuovo motivo all’interno delle ripetizioni del gene CNBP, la cui composizione si associa alle caratteristiche cliniche dei pazienti.

Finora la diagnosi poteva indicare la lunghezza di un’espansione. Il sequenziamento long-read permette di capire anche com’è fatta. È in questo passaggio, dalla misura alla struttura, che si apre la possibilità di interpretare meglio le differenze tra i pazienti e di orientare lo sviluppo di terapie più mirate.

a cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo 

Nuove Aule di Facoltà al PTV

Nuove Aule di Facoltà al PTV

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 a cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo

Open Day 9 luglio 2026 15:00-18:30

Open Day  9 luglio 2026   15:00-18:30


L’Università degli Studi di Roma Tor Vergata invita studentesse e studenti delle scuole superiori, famiglie e tutte le persone interessate a partecipare all’Open Day in presenza che si terrà giovedì 9 luglio 2026 dalle 15:00 alle 18:30 – con registrazioni a partire dalle 14:30 – in Via Columbia, 2.
L’appuntamento rappresenta un’occasione concreta per approfondire l’offerta formativa dell’Ateneo e ricevere tutte le informazioni utili per affrontare con consapevolezza la scelta del percorso universitario.

Un pomeriggio tra orientamento, incontri e approfondimenti

Durante l’evento sarà possibile esplorare i corsi di laurea triennale e magistrale a ciclo unico attivi presso le sei Aree di studio:

Ogni Area sarà ospitata in uno spazio dedicato con desk informativi, attività di approfondimento, laboratori e seminari. I partecipanti potranno confrontarsi direttamente con docenti e tutor, pronti a rispondere a domande e curiosità su percorsi di studio, accesso ai corsi, sbocchi professionali e vita universitaria.

L’Open Day offrirà inoltre uno sguardo approfondito sui servizi di Ateneo: tasse universitarie, agevolazioni, borse di studio, alloggi e supporto alla carriera.

E per concludere in bellezza, un aperitivo di saluto! Un’occasione per salutarsi, socializzare e confrontarsi in modo informale con altri partecipanti, tutor e rappresentanti dell’Ateneo.

Tutti gli aggiornamenti e il programma dell’evento saranno pubblicati nella pagina dedicata

Come partecipare
La partecipazione all’Open Day è gratuita ma con prenotazione obbligatoria. Per iscriversi, è sufficiente prenotare un posto sulla Piattaforma di Orientamento dedicata. Una volta registrati, si riceveranno tutte le informazioni logistiche e organizzative per accedere all’evento. Registrazioni a partire dalle ore 14:30 presso i desk accoglienza.

PER PRENOTARE IL TUO POSTO CLICCA QUI

Segui l’Ufficio Orientamento sui social:
Facebook e Instagram: @torvergataorienta
Hashtag ufficiale: #TorVergataOrienta

Per ulteriori informazioni:
Tel: 06 72593622 / 2581 / 2327
Email: info@orientamento.uniroma2.it

A Giuseppe Novelli Laurea Honoris Causa in Medicina dall’università di Medicina di Tirana

A Giuseppe Novelli Laurea Honoris Causa in Medicina dall’università di Medicina di Tirana

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L’Università di Medicina di Tirana ha conferito venerdì 26 giugno 2026 al professor Giuseppe Novelli, genetista dell’università di Roma Tor Vergata, la Laurea Honoris Causa in Medicina. Il conferimento al professore, definito nell’elogio come “una delle personalità più autorevoli a livello internazionale nel campo della genetica umana e della medicina molecolare”, ha voluto rimarcare nell’operato degli organizzatori  la sua attività scientifica e accademica che ha contribuito in modo significativo al progresso della ricerca biomedica e della cooperazione internazionale nell’istruzione superiore.

Nel suo discorso di saluto, il Rettore dell’Università di Medicina di Tirana, Prof. Dr. Xheladin Draçini, ha sottolineato che questo riconoscimento rappresenta non solo la gratitudine dell’istituzione nei confronti di una figura di spicco della scienza contemporanea, ma anche l’impegno dell’Università di Medicina di Tirana nel rafforzare gli standard di eccellenza accademica e nell’ampliare la cooperazione internazionale nel campo della ricerca scientifica. Il Prof. Dr. Draçini ha consegnato al Prof. Novelli la medaglia e il certificato del titolo di “Doctor Honoris Causa”, in segno di riconoscimento per il suo contributo al progresso della scienza medica e alla promozione della collaborazione accademica internazionale.

Il professor Novelli nella sua lectio ha sottolineato come questo evento abbia un particolare significato “non è legato solo alla mia attività scientifica, ma anche a un percorso umano e professionale che mi lega all’Albania da quasi quarant’anni, fin dai miei primi studi sulla fibrosi cistica e la talassemia”. La talassemia, in particolare ha ricordato Novelli, “è una malattia che ha segnato profondamente la storia di questo Paese. Studiare insieme le mutazioni più frequenti nella popolazione albanese non è stato solo un lavoro scientifico, è stato un atto di condivisione, di fiducia reciproca, di costruzione di un sapere comune che andava oltre i confini e le ideologie”. Per gli studi sulla talassemia, è stato portato un ricordo alla memoria dei professori Vahe Mokini pediatra e genetista, Maksim Cikuli genetista, con cui il professor Novelli ha lavorato a lungo. Al tempo stesso molti ringraziamenti alla professoressa Anila Babameto-Laku con cui sono stati portati avanti altresì studi sulle malattie rare.

Giuseppe Novelli al termine della lectio si è soffermato sul valore della collaborazione internazionale: “L’Università di Medicina di Tirana, con la sua storia di rinascita e crescita, rappresenta perfettamente questa idea. Fondata inizialmente come Facoltà di Medicina all’interno dell’Università Statale di Tirana, e poi divenuta autonoma nel 2013, ha saputo attraversare momenti difficili e trasformarsi, diventando oggi uno dei più importanti centri di formazione medica del Paese. Come Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, ho sempre creduto che la collaborazione internazionale sia la chiave per fare progredire la scienza. Questo riconoscimento che ricevo oggi è la prova che quel ponte che abbiamo iniziato a costruire negli anni Ottanta è ancora solido e continua a portare frutti”.

Ha ricordato l’aneddoto di non poco valore sui testi di didattica da lui scritti in questi anni: “Sapere che i miei testi, come “Genetica Medica Essenziale”, sono stati fonti di riferimento per la progettazione di programmi formativi moderni per studenti e specializzandi in Albania mi riempie di orgoglio e mi conferma il valore della collaborazione accademica tra i nostri due Paesi”.

a cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo

Roma Tor Vergata all’avanguardia nello studio dei vari stadi della malattia di Parkinson

Roma Tor Vergata all’avanguardia nello studio dei vari stadi della malattia di Parkinson

Un nuovo studio coordinato da ricercatori dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e dell’Università di Padova è stato pubblicato su Annals of Neurology, prestigiosa rivista internazionale nell’ambito delle neuroscienze cliniche.
Il lavoro, dal titolo Frequency- and Network-Specific Changes in Functional Connectivity Reflect Pathophysiological Mechanisms across Parkinson’s Disease Stages, vede come primo autore il dott. Matteo Conti, del dipartimento di Medicina dei Sistemi dell’Università di Roma Tor Vergata, e nasce dalla collaborazione tra il gruppo di Neurofisiologia Clinica e Neuromodulazione di Roma Tor Vergata (prof. Alessandro Stefani), e l’Università di Padova (prof. Angelo Antonio e dott. Andrea Guerra).

Il morbo di Parkinson viene sempre più spesso considerato come un disturbo delle reti cerebrali su larga scala, ma non è ancora chiaro se e in che modo la connettività funzionale a specifiche frequenze si riorganizzi nel corso delle diverse fasi della malattia.
Lo studio ha analizzato l’attività cerebrale di 140 pazienti con malattia di Parkinson, in diverse fasi della patologia, e di 57 soggetti sani. Attraverso l’utilizzo dell’elettroencefalografia ad alta densità (EEG), una metodica non invasiva e ampiamente accessibile, i ricercatori hanno osservato come il cervello dei pazienti con Parkinson modifichi progressivamente la propria organizzazione funzionale nel corso della malattia.  I risultati dello studio aprono nuove prospettive per l’impiego dell’EEG ad alta densità come possibile biomarcatore non invasivo per la diagnosi e valutazione del rischio di progressione nella malattia di Parkinson. Pur richiedendo ulteriori conferme, il lavoro contribuisce in modo significativo alla comprensione dei meccanismi cerebrali alla base dell’evoluzione della patologia.
Il dato fondamentale che emerge dalla ricerca è che specifici pattern di comunicazione tra aree cerebrali cambiano in modo diverso a seconda dello stadio clinico. In particolare, alcune alterazioni risultano associate al peggioramento cognitivo e ai disturbi dell’equilibrio e della marcia, mentre altre riflettono la gravità dei sintomi motori o la comparsa di complicanze legate alla progressione della malattia.
“Il nostro lavoro mostra che l’elettroencefalografia ad alta densità può fornire informazioni preziose sul funzionamento dei circuiti cerebrali nella malattia di Parkinson”, spiega il dott. Conti. “L’obiettivo futuro è trasformare questi dati in strumenti utili per una medicina sempre più personalizzata, capace di identificare precocemente i pazienti più vulnerabili e di orientare meglio il follow-up clinico”.
“Questo studio dimostra il valore della collaborazione tra centri universitari e clinici di eccellenza”, aggiunge il prof. Stefani. “L’integrazione tra competenze neurologiche, neurofisiologiche e computazionali rappresenta oggi una delle strade più promettenti per sviluppare biomarcatori affidabili e trasferibili nella pratica clinica”.
Una ricerca che mira a combinare neurofisiologia avanzata, analisi dei network cerebrali e metodi computazionali per comprendere meglio i meccanismi della malattia di Parkinson e migliorare la stratificazione dei pazienti.

News correlata: https://web.uniroma2.it/contenuto/parkinson-la-svolta-dei-biomarcatori-al-centro-del-convegno-a-roma-tor-vergata

a cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo

David Della Morte Canosci alla presidenza del Gruppo di lavoro ministeriale per l’accesso e la formazione ai CdL in area Scienze della salute

David Della Morte Canosci alla presidenza del Gruppo di lavoro ministeriale per l’accesso e la formazione ai CdL in area Scienze della salute

Rosaria Alvaro nominata Ambasciatrice della Solidarietà e delegata per la Calabria

Rosaria Alvaro nominata Ambasciatrice della Solidarietà e delegata per la Calabria

Rosaria Alvaro, ordinario di Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche e prorettrice alle Politiche di innovazione sociale dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, è stata nominata Ambasciatrice della Solidarietà e delegata per la Calabria dell’Istituto Scudi di San Martino.

Il riconoscimento le è stato conferito sabato 20 giugno 2026, nel Salone del Seminario Maggiore Arcivescovile di Firenze, durante la cerimonia dedicata alla nomina dei nuovi delegati e Ambasciatori della Solidarietà.

L’iniziativa è stata promossa dall’Istituto Scudi di San Martino, presieduto da Roberto Lupi, e ospitata nel Seminario Maggiore Arcivescovile di Firenze, retto da monsignor Gianluca Bitossi. Alla cerimonia hanno partecipato anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’eurodeputato Francesco Torselli. A consegnare il riconoscimento a Rosaria Alvaro è stato Luca Milani, consigliere comunale di Firenze.

A spiegare il valore della nomina è anzitutto la motivazione ufficiale: “Con questo incarico si intende rendere omaggio alla sua straordinaria carriera accademica e professionale, dedicata alla crescita delle professioni sanitarie e al servizio della comunità”.

Il riconoscimento si inserisce così in un percorso costruito negli anni attraverso la formazione, la ricerca e la promozione di una cultura della cura capace di tenere insieme assistenza, attenzione alle fragilità e responsabilità verso la comunità.

Alla nomina di Ambasciatrice della Solidarietà si affianca quella di delegata per la Calabria, un incarico che assume un significato particolare anche alla luce dell’attività che Rosaria Alvaro ha già svolto in quel territorio sul piano della ricerca.

A Camini, nella Locride, la prorettrice ha infatti promosso il progetto triennale la promozione della salute in un territorio multiculturale, realizzato nell’ambito del Dottorato in Scienze infermieristiche e Sanità pubblica dell’Università di Roma Tor Vergata. Il borgo è diventato un laboratorio sul campo per analizzare i bisogni di salute, l’accesso ai servizi e i modelli di assistenza più adeguati in una comunità composta da persone provenienti da culture diverse.

Il progetto rientrava nel Piano Stralcio Ricerca e innovazione 2015-2017 del Ministero dell’Università e della Ricerca, dedicato ai dottorati sulle aree interne e marginalizzate e sostenuto con risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Un’esperienza che ha intrecciato salute pubblica, inclusione e attenzione ai contesti più fragili, e che rende particolarmente significativa l’attribuzione a Rosaria Alvaro della delega regionale.

L’Istituto Scudi di San Martino, fondato a Firenze nel 1983, assegna ogni anno i propri riconoscimenti a persone e realtà che si distinguono per impegno, spirito di sacrificio e attenzione verso chi vive condizioni di fragilità. Nel corso della cerimonia annuale del 2025, il calco originale da cui vengono realizzati gli Scudi di San Martino è stato affidato alla Fondazione “Nostra Signora del Buon Consiglio” dell’Università Cattolica di Tirana, che lo custodirà per tutto il 2026.

La nomina di Rosaria Alvaro riconosce dunque un percorso in cui competenza scientifica, responsabilità sociale e attenzione ai territori si intrecciano, affidandole al tempo stesso il compito di rappresentare in Calabria i valori di una solidarietà concreta che questo riconoscimento intende promuovere.

a cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo

La professoressa Paola Rogliani è stata nominata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci coordinatrice del nuovo Tavolo tecnico sulla salute respiratoria istituito presso il Ministero della Salute.

La professoressa Paola Rogliani è stata nominata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci coordinatrice del nuovo Tavolo tecnico sulla salute respiratoria istituito presso il Ministero della Salute.

La professoressa Paola Rogliani, ordinario di Malattie dell’apparato respiratorio dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Presidente della Società Italiana di Pneumologia (SIP), è stata nominata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci coordinatrice del nuovo Tavolo tecnico sulla salute respiratoria istituito presso il Ministero della Salute.

L’incarico rappresenta un importante riconoscimento del contributo scientifico e istituzionale della docente nel campo della pneumologia e delle malattie respiratorie, nonché dell’impegno che l’Università di Roma Tor Vergata porta avanti da anni nei settori dell’assistenza, della ricerca e della formazione.

“Ringrazio il Ministro Schillaci per la fiducia accordatami con questo incarico, che rappresenta un importante riconoscimento per la pneumologia italiana, per il ruolo delle società scientifiche e dei professionisti che ogni giorno si dedicano alla cura delle malattie respiratorie e per i pazienti e le loro associazioni, interlocutori essenziali nella costruzione di percorsi di prevenzione e cura sempre più efficaci e centrati sui bisogni della persona», dichiara la professoressa Rogliani. “Le malattie respiratorie croniche costituiscono una delle principali sfide per il Servizio sanitario nazionale e richiedono una visione condivisa che metta al centro prevenzione, diagnosi precoce, innovazione e continuità assistenziale”.

La docente sottolinea inoltre il valore che questa nomina assume per l’intera comunità accademica: “Considero questa nomina anche un riconoscimento al lavoro che da anni portiamo avanti all’Università di Roma Tor Vergata nei campi dell’assistenza, della ricerca e della formazione”, aggiunge inoltre “Guardo con grande interesse al prossimo insediamento del Tavolo tecnico, che rappresenterà un’importante occasione di confronto tra istituzioni, società scientifiche, professionisti sanitari, associazioni dei pazienti e tutti gli attori impegnati nella tutela della salute respiratoria, per sviluppare strategie condivise e sempre più efficaci a beneficio dei cittadini”.

La costituzione del Tavolo tecnico segna un passo importante nel rafforzamento delle politiche dedicate alla salute respiratoria, un ambito che, anche alla luce delle sfide emerse negli ultimi anni, richiede sempre più integrazione tra ricerca scientifica, pratica clinica e programmazione sanitaria. In questo contesto, la nomina della professoressa Rogliani pone le competenze dell’Università di Roma Tor Vergata al centro di un percorso di confronto e indirizzo strategico di rilevanza nazionale.