
Rivolto a:
Medici in Formazione Specialistica di Area Medica
Studenti Facoltà di Medicina e Chirurgia
https://jhjhm.zoom.us/j/98841374304


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Il prorettore vicario Carlo Nucci, ordinario di oftalmologia e direttore della Scuola di specializzazione in oftalmologia dell’università di Roma Tor Vergata, ha ricevuto nelle scorse settimane il decreto di nomina ministeriale a componente del Comitato tecnico nazionale per la prevenzione della cecità e dell’ipovisione (CTNPC), organismo istituito presso il ministero della Salute.
Il Rettore si congratula per la nomina del professore, esperto di patologie che sono tra le principali cause di cecità e ipovisione.


In occasione della prima Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria, un convegno congiunto organizzato a Roma e a Firenze dai maggiori attori istituzionali presenti sul territorio, nella formazione e nella ricerca per la medicina veterinaria di Lazio e Toscana, alla presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci e della Senatrice Maria Cristina Cantù, promotrice della Giornata nazionale.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana (IZSLT) con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa hanno organizzato l’evento “Uno sguardo sicuro sul futuro: il ruolo del veterinario nella prevenzione”, che si è svolto venerdì 23 gennaio 2026 presso l’Aula Fleming dell’Università di Roma Tor Vergata, con collegamento simultaneo dalla Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle celebrazioni della Prima Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria, istituita con la Legge 1 aprile 2025 n. 49 (che si celebra il 25 gennaio), e rappresenta un momento di riflessione sul ruolo strategico della medicina veterinaria nelle politiche di prevenzione sanitaria, in coerenza con l’approccio One Health, promosso dal Ministero della Salute come asse portante della tutela della salute pubblica.
Nell’apertura dei lavori il rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, che lo scorso anno accademico ha inaugurato il corso di laurea in Medicina Veterinaria, primo nel Lazio, ha evidenziato l’importanza della formazione accademica: “Riaffermo l’impegno della nostra Università nel formare i “medici veterinari del futuro” professionisti che non siano solo operatori esperti, ma veri e propri gestori della salute ambientale e umana”. “La collaborazione tra Università e Istituti deve diventare il motore in grado di fondere ricerca scientifica, sorveglianza epidemiologica attiva e azioni di prevenzione – ha sottolineato il rettore – Ringrazio il legislatore per aver colto l’importanza di queste sfide e la necessità di diffonderne l’urgenza. La presenza dell’ordine dei medici veterinari testimonia il legame indissolubile tra il mondo della formazione accademica e la realtà professionale sul campo. Al Ministero della Salute va il merito di aver saputo dare veste giuridica a questa necessità di coordinamento, fornendo le risorse e la cornice istituzionale per operare”, ha concluso il rettore Levialdi Ghiron.
Ma è nelle parole del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, che si è espresso il tema del convegno: “Oggi più che mai è importante far conoscere il ruolo cruciale della veterinaria nel tutelare la nostra salute e quella degli animali, entrando anche nella vita di tutti i giorni di ciascuno di noi. Questo incontro racchiude un importante messaggio per la collettività, ovvero che la salute dell’Italia e la tutela degli ecosistemi non possono prescindere dall’opera dei veterinari. Questi professionisti rappresentano, infatti, un ponte tra salute animale, salute umana e ambiente, incarnando pienamente l’approccio One Health”.
La Senatrice Maria Cristina Cantù promotrice della Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria con la legge 49/2025, partecipando in diretta dal Senato, ha dichiarato: “La prima Giornata nazionale per la prevenzione veterinaria, che si svolgerà domenica su tutto il territorio nazionale, è il frutto di uno sforzo interistituzionale congiunto tra Ministero della Salute, istituti, università, aziende sanitarie, associazioni e organizzazioni sindacali. Nei più di vent’anni in cui ho diretto aziende sanitarie, ho sempre insistito sull’importanza della veterinaria nel sistema della salute globale: oggi, finalmente, con la legge 49, affermiamo questo paradigma anche sul piano legislativo”.
Dalla sede di Firenze, moderati dal direttore sanitario IZSLT Giovanni Brajon, hanno quindi inviato i saluti l’Assessore alla Sanità e al Sociale della Regione Toscana Monia Monni, che ha affidato le sue parole a Giovanna Bianco responsabile del settore Prevenzione e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro della Regione Toscana, e Vincenzo Miragliotta Direttore del Dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Pisa. “Salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente sono sempre più interconnesse e dipendenti – ha evidenziato nei suoi saluti l’assessora alla sanità della Toscana, Monia Monni. Per questo è necessaria integrazione delle competenze, cooperazione ed un investimento sulla prevenzione. Prendersi cura della salute degli animali vuol dire pensare alla salute del pianeta e dei suoi abitanti e il veterinario ha un ruolo importante nella prevenzione che va valorizzato”.
“La medicina veterinaria è un pilastro della prevenzione e parte integrante del Servizio Sanitario Nazionale. Attraverso un approccio One Health, i veterinari tutelano la sicurezza alimentare, contrastano le zoonosi e proteggono la salute pubblica. Ha dichiarato Stefano Palomba, Commissario Straordinario dell’IZS Lazio e Toscana – Investire nella prevenzione veterinaria significa investire nella sicurezza e nel futuro del Paese”.
“La prevenzione è oggi la vera frontiera della sanità pubblica e richiede un approccio integrato tra discipline diverse. Il contributo della medicina veterinaria è essenziale per anticipare i rischi, governare le emergenze e proteggere la salute collettiva. One Health non è uno slogan, ma un modello operativo indispensabile per il futuro”. Così Aldo Grasselli, Segretario Nazionale del Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica, nei saluti di apertura del convegno.
La professoressa Eleonora Candi, coordinatrice del corso di laurea in Medicina Veterinaria dell’Università di Roma Tor Vergata, che ha moderato il convegno nella Facoltà di Medicina dell’Università di Roma Tor Vergata, ha sottolineato che “l’istituzione della Giornata Nazionale rafforza il riconoscimento del veterinario quale figura chiave della prevenzione e della salute pubblica, ruolo sostenuto dall’impegno del Ministero e tradotto in percorsi formativi sempre più orientati alla visione One Health”.
Anche il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa, recentemente riconosciuto Dipartimento di Eccellenza, contribuisce all’iniziativa portando la propria esperienza scientifica e formativa. Come ha evidenziato Vincenzo Miragliotta “la prevenzione veterinaria e la salute unica rappresentano oggi una priorità condivisa tra ricerca, formazione e istituzioni, a beneficio della collettività”.
a cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo e dell’Ufficio Stampa IZSLT


Diversi e prestigiosi sono i progetti di ricerca dell’università di Roma Tor Vergata sulla lotta contro il cancro che la Fondazione Airc ha deciso di sostenere. Sommati, si arriva a circa 2 milioni e 155 mila euro di fondi che hanno premiato l’impegno di docenti e ricercatori di ateneo. Il dato emerge in concomitanza con l’approssimarsi della giornata evento del 24 gennaio 2026 in cui è prevista la campagna della Fondazione “Le Arance della Salute” per la lotta ai tumori e la sensibilizzazione alla prevenzione.
L’università di Roma Tor Vergata fa parte degli atenei che a livello nazionale sono supportati da Airc, la Fondazione che dal 1965 è impegnata nella battaglia contro il cancro.
Massimo Federici, ordinario del dipartimento di Medicina dei sistemi e prorettore alla Ricerca dell’università di Roma Tor Vergata, commenta “Roma Tor Vergata ha una consolidata tradizione di progetti sostenuti da Airc, che spaziano dalla ricerca di base alla ricerca traslazionale fino alla traslazione dei risultati al letto del paziente. Nell’ultima edizione dei bandi emessi da AIRC – prosegue – il nostro ateneo ha ottenuto venti finanziamenti: nove per progetti di ricercatori senior, otto per progetti di ricercatori junior e tre borse di studio post-doc. Ci saranno quindi 20 scienziati della nostra comunità accademica che, insieme ai loro gruppi, studieranno i meccanismi molecolari dell’oncogenesi, valuteranno nuovi approcci terapeutici in studi preclinici e produrranno evidenze per l’utilizzo in clinica delle loro scoperte. Ed è importante – conclude Federici – sottolineare che più della metà dei progetti approvati è guidato da giovani ricercatori, a testimonianza di come l’esperienza del nostro ateneo nel campo dell’oncologia sperimentale e clinica si sta arricchendo di una nuova leva di scienziati“.
Dei progetti d Roma Tor Vergata sostenuti da Airc con un contributo complessivo di oltre 2 milioni e 100 mila euro, questi di seguito sono i tre maggiormente finanziati.
Il progetto Exploring the tumour suppressive functions of ZNF750 in squamous carcinogenesis è uno studio focalizzato sulle funzioni del gene oncosoppressore ZNF750 nella carcinogenesi a cellule squamose, supervisionato da Gennaro Melino, ordinario di Biochimica al dipartimento di Medicina Sperimentale. Il finanziamento, per il quarto anno di progetto, è di 200 mila euro.
Il progetto Defining the role of S-nitrosylation in rhabdomyosarcoma genesis, che mira a identificare nuove terapie per il rabdomiosarcoma, un tumore infantile che in alcuni casi può essere ancora difficile da curare. Lo studio è condotto da Giuseppe Filomeni, ordinario di Biochimica al dipartimento di Biologia. Il finanziamento, per il terzo anno di progetto, è di 190 mila euro.
Infine nello studio intitolato “Exploring the oncogenic role of p63 and its novel co-binding factor ZNF148 in head and neck squamous cell carcinoma”, si approfondisce il carcinoma squamocellulare della testa e del collo, che mostra una prognosi piuttosto sfavorevole negli stadi avanzati. Eleonora Candi, ordinaria di Biochimica e coordinatrice del Corso di Laurea in Medicina Veterinaria conduce il progetto e il finanziamento, per il secondo anno di progetto, è di 188 mila euro.
Numerosi studi, secondo dati Airc, hanno dimostrato che il 40% circa dei nuovi casi di tumore è potenzialmente prevenibile attraverso sane abitudini: non fumare, fare attività fisica, scegliere un’alimentazione varia ed equilibrata in linea con la dieta mediterranea, non bere alcolici, aderire alle vaccinazioni e agli screening raccomandati per la diagnosi precoce. Nonostante queste evidenze, la diffusione di sovrappeso e obesità in Italia è preoccupante, soprattutto tra i bambini: il 37% circa è in sovrappeso e, di questi, il 17% è obeso. Si tratta di numeri tra i più alti in Europa, dovuti principalmente a un’insufficiente attività fisica e a un’alimentazione che si è allontanata dai principi della dieta mediterranea.
Da oltre 25 anni le Arance della Salute sono un simbolo di impegno condiviso per la collettività, che sostiene il lavoro dei ricercatori per trovare nuove cure contro il cancro e migliorare la qualità della vita di chi lo affronta. Le donazioni saranno destinate ai progetti di ricerca indipendente e alle borse di studio di circa 5.000 ricercatori che lavorano in istituzioni prevalentemente pubbliche di tutta Italia, con l’obiettivo di mettere a punto trattamenti sempre più efficaci contro i tipi di cancro ancora poco curabili e studiare nuovi strumenti e strategie per la diagnosi precoce e per la prevenzione.
Testimoni della campagna “Le Arance della Salute” in questa edizione la ricercatrice-tedofora Paola Storti e la campionessa dello sci Sofia Goggia.
Airc, la Fondazione
Dal 1965 Fondazione AIRC sostiene con continuità la ricerca indipendente sul cancro, con l’obiettivo di trasformare le scoperte scientifiche in nuove cure. In sessant’anni di attività ha investito oltre 2,7 miliardi di euro, contribuendo ai progressi nella prevenzione, diagnosi e cura che hanno aumentato significativamente la sopravvivenza e costruito, parallelamente, una nuova narrativa del cancro. AIRC è il principale finanziatore non profit della ricerca oncologica in Italia. Sostiene il lavoro di 5.000 scienziati attivi in quasi 100 strutture su tutto il territorio nazionale, selezionando i progetti attraverso un rigoroso processo di peer review, garanzia di qualità, merito e indipendenza. Una rete di 17 Comitati e uffici regionali, insieme alla comunità di 20.000 volontari e alla fiducia di 4,5 milioni di sostenitori Impegno che si completa con il sostegno a IFOM, Istituto di Oncologia Molecolare della Fondazione, centro avanzato dedicato allo studio dei meccanismi molecolari alla base dei tumori.


Antonino De Lorenzo, docente emerito e Laura Di Renzo, direttrice della Sezione di Scienza dell’Alimentazione, della Nutrizione Clinica e del Farmaco dell’università di Roma Tor Vergata, sono stati ufficialmente eletti membri del Comitato Nazionale di Sicurezza Alimentare (CNSA) con decreto del ministero della Salute.
“Questa nomina mi riempie di orgoglio e mi gratifica enormemente. Da anni con il prof. De Lorenzo, che qui assume il ruolo di vicepresidente, ci occupiamo del rapporto salute-nutrizione e i risultati conseguiti attraverso le nostre ricerche sulla definizione del processo Nutrient and Hazard Analysis of Critical Control Point (NACCP) per la valorizzazione della Dieta Mediterrane Italiana di Riferimento biologica e la promozione delle filiere alimentari di qualità mostrano l’impegno da noi profuso su questo importante argomento. La sicurezza alimentare e qualità nutrizionale, a livello nazionale e soprattutto in un’ottica di controllo a livello europeo, è fondamentale per garantire la salute dei cittadini”. Riferimento biologica e la promozione delle filiere alimentari di qualità mostrano l’impegno da noi profuso su questo importante argomento. La sicurezza alimentare e qualità nutrizionale, a livello nazionale e soprattutto in un’ottica di controllo a livello europeo, è fondamentale per garantire la salute dei cittadini”.
La Sezione per la sicurezza alimentare è composta da 13 esperti, nominati dal Ministro della salute, di comprovata esperienza scientifica ed elevata professionalità nelle materie attinenti alla valutazione del rischio nella catena alimentare, e in particolare nei seguenti settori: additivi alimentari, aromatizzanti, coadiuvanti tecnologici e materiali a contatto con gli alimenti; additivi e prodotti o sostanze usate nei mangimi; salute dei vegetali, prodotti fitosanitari e loro residui; organismi geneticamente modificati; prodotti dietetici, l’alimentazione e le allergie; pericolo biologico; contaminanti la catena alimentare; salute e benessere degli animali.
CNSA, funzione e ruolo istituzionale
Il comitato nazionale per la sicurezza alimentare (CNSA) è un organo tecnico-consultivo in materia di valutazione del rischio che opera all’interno del Ministero della salute con l’obiettivo di coordinare le funzioni previste dal Regolamento (CE) n. 178 del 28 gennaio 2002 del Parlamento europeo e del Consiglio “che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare”.


Il premio Ambasciatori d’Eccellenza è un riconoscimento di rilievo nazionale che valorizza personalità, enti pubblici e realtà di eccellenza distintisi per leadership, innovazione, responsabilità e contributo concreto allo sviluppo del Paese. L’iniziativa intende dare visibilità a percorsi capaci di incidere sul piano culturale, scientifico e civile, rafforzando l’immagine di un’Italia che produce valore e competenze riconosciute anche a livello internazionale.
La cerimonia si è svolta con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di numerosi Ministeri, oltre che di università, enti e associazioni nazionali, a conferma dell’elevato profilo istituzionale dell’evento. L’incontro ha riunito rappresentanti del mondo della ricerca, delle istituzioni, dei servizi pubblici, dell’innovazione e della cultura.
Condotta dalla giornalista Alda D’Eusanio, la cerimonia si è aperta con l’esecuzione dell’Inno Nazionale da parte del quintetto della Banda dell’Arma dei Carabinieri. Sono seguiti gli interventi istituzionali di Federico Silvio Toniato, segretario generale del Senato, Verdiana Dell’Anna, presidentessa dell’Associazione LIBER, Tommaso Miele, presidente aggiunto della Corte dei Conti e presidente del Comitato d’Onore, e Riccardo Dell’Anna, editore del volume 100 Ambasciatori Nazionali, che hanno sottolineato il valore culturale e simbolico del progetto.
Nel corso dell’evento sono stati inoltre conferiti i titoli di Ambasciatori Benemeriti, Ambasciatori di Valore e Ambasciatori Nazionali, insieme agli altri Premi Ambasciatori d’Eccellenza assegnati a personalità e istituzioni distintesi nei principali ambiti strategici del Paese.
Il riconoscimento attribuito a Giuseppe Novelli richiama il ruolo centrale della ricerca universitaria nel dialogo tra scienza e società e si inserisce nel percorso di impegno scientifico e istituzionale portato avanti dall’Università di Roma Tor Vergata, confermandone la vocazione alla qualità della ricerca e alla responsabilità pubblica dell’accademia.


È stato firmato lunedì 15 dicembre un accordo quadro tra l’Università di Roma Tor Vergata e la Federazione Italiana Scherma: il magnifico rettore professor Nathan Levialdi Ghiron e il presidente FIS professor Luigi Mazzone hanno siglato una importante collaborazione all’insegna della ricerca, didattica, formazione.
I due enti infatti – si legge nell’accordo – si impegnano a collaborare, nel rispetto dei rispettivi ruoli e compiti istituzionali, al fine di promuovere e sviluppare progetti di ricerca, studio, formazione e aggiornamento. Utilizzando in particolar modo le rispettive strutture e risorse, mezzi e personale atti a garantire l’attuazione di progetti e iniziative.
L’Università di Roma Tor Vergata è il primo campus universitario in Italia: 600 ettari sui quali insistono, non solo aule e laboratori, ma anche enti pubblici e privati che animano la vita di Ateneo e contribuiscono allo sviluppo di ricerca e innovazione di alto livello. In stretta collaborazione con diverse Federazioni Sportive Nazionali del CONI, si stanno sviluppando importanti progetti per la realizzazione di strutture dedicate a varie discipline.
“Sugelliamo oggi un primo atto concreto nell’unione del mondo della cultura e il mondo della scherma: l’accordo rientra nella collaborazione istituzionale cercata e favorita dall’Università di Roma Tor Vergata con il mondo dello sport e in questo caso con la prestigiosa Federazione Italiana Scherma”, ha affermato il rettore Nathan Levialdi Ghiron, che prosegue “Questo forte legame con il mondo sportivo nel corso degli anni ha permesso a Roma Tor Vergata di acquisire un qualificato expertise nel settore, anche grazie alla istituzione del Corso di Laurea in Scienze Motorie”. “L’Ateneo considera fondanti i valori trasmessi attraverso una sana e corretta attività motoria – ha concluso il professor Levialdi Ghiron – e si impegna in questo senso alla promozione di attività di ricerca e formazione nei settori della salute e del benessere, ma anche nel turismo e nel tempo libero e nel campo dell’espressività e della creatività corporea e artistica”.
Il presidente della Federazione Italiana Scherma professor Luigi Mazzone, ricordando come la FIS sia la più medagliata tra le federazioni nazionali, ha sottolineato l’importanza della collaborazione: “È un vero onore, e soprattutto una grande emozione, sottoscrivere questo accordo quadro che unisce la Federazione Italiana Scherma all’Ateneo di Roma Tor Vergata. Sotto il profilo istituzionale si tratta di un’intesa strategica, che si fonda su una comune visione che valorizza il binomio virtuoso tra sport e cultura. Una sinergia di eccellenze, rispettivamente sul piano agonistico e accademico, che dà lustro all’Italia e che si propone, nella condivisione di questo percorso, il raggiungimento di obiettivi concreti e sempre più ambiziosi”.
“Professionalmente e personalmente, non posso negarlo, sono orgoglioso di vedere oggi unite due famiglie che sono parti integranti e irrinunciabili della mia vita – conclude Mazzone, che è professore ordinario e direttore della Scuola di specializzazione in Neuropsichiatria infantile a Roma Tor Vergata e attualmente direttore del Dipartimento di Inclusione Sociale del CONI – “Ai vertici dell’Ateneo e al mio Consiglio federale va il ringraziamento per aver creduto in questo progetto che sarà valore aggiunto tanto per Tor Vergata quanto per la scherma italiana”.



È l’unica ricerca nel Lazio selezionata da Fondazione Telethon nell’ambito del bando Telethon – Fondazione Cariplo 2025 e finanziata con 50 mila euro, quella coordinata da Claudia Bagni, professoressa ordinaria di Biologia applicata, del dipartimento di Biomedicina e Prevenzione dell’Università di Roma Tor Vergata. Ed è dedicata ai dark genes, i geni poco studiati, che fanno capo ai recettori dell’olfatto nei pazienti con Sindrome dell’X Fragile.
Il progetto di ricerca, svolto in stretta collaborazione con il dipartimento di Neuroscienze fondamentali dell’università di Losanna, indaga infatti un ambito ancora poco studiato ma potenzialmente rivoluzionario per comprendere i disturbi del neurosviluppo: le alterazioni del sistema olfattivo nella Sindrome dell’X Fragile (FXS), la forma monogenica più frequente di diversa abilità intellettiva ed autismo. FXS è causata dalla mancanza della proteina FMRP, la FXS è associata a difficoltà sensoriali, cognitive e sociali. Le persone con X Fragile possono percepire gli odori in modo diverso, ma i meccanismi alla base di queste differenze restano in gran parte sconosciuti. Nei modelli animali che si utilizzando per studiare la sindrome X Fragile emergono alterazioni nella risposta agli odori e cambiamenti strutturali del sistema olfattivo.
Tra le diverse forme di atipie sensoriali, quelle olfattive sono le meno caratterizzate nei disturbi del neurosviluppo. Ancora meno esplorata è la componente edonica dell’esperienza olfattiva – ciò che rende la percezione di un odore piacevole o sgradevole – che influenza profondamente il modo in cui ciascun individuo interagisce con l’ambiente e modula i propri comportamenti.
L’olfatto, spesso sottovalutato, è invece un senso fondamentale: influisce sulle emozioni, sui ricordi, sulla motivazione, sul comportamento sociale e sulla capacità di comprendere l’ambiente. Nonostante ciò, la valutazione clinica dell’olfatto è ancora poco diffusa, a differenza di vista e udito. Questa mancanza porta a una significativa sottostima delle difficoltà olfattive, nonostante il crescente riconoscimento del loro ruolo nei disturbi neurologici e psichiatrici, così come nell’infezione da SARS-CoV-2, dove l’anosmia è un sintomo precoce e persistente.
Nel nostro organismo gli odori vengono rilevati da recettori altamente specializzati delle cellule sensoriali olfattive. Molti di questi recettori appartengono ai cosiddetti “dark genes”, geni poco studiati e con funzioni ancora in gran parte da chiarire.
Il nuovo progetto intende verificare se alcuni di questi recettori “dark” siano direttamente coinvolti nelle alterazioni sensorialei osservate nella X Fragile. Il team di ricerca analizzerà quali recettori sono espressi nell’epitelio olfattivo dei modelli murini di X Fragile e valuterà come la loro eventuale disregolazione influenzi l’attività dei neuroni sensoriali. Capire questi meccanismi potrebbe aprire nuove prospettive per sviluppare strategie diagnostiche e terapeutiche innovative, con importanti ricadute sul benessere delle persone con X Fragile.
“Questo progetto – dichiara Claudia Bagni – nasce dal confronto continuo con le famiglie dei ragazzi con X Fragile. È stata proprio una mamma ad accendere la nostra curiosità raccontandoci che suo figlio percepiva alcuni odori in modo diverso, soprattutto rispetto al loro valore edonico – quanto cioè li trovasse piacevoli o non piacevoli. Da lì ho iniziato a parlarne con altre famiglie, riscontrando un consenso crescente su questa osservazione”. “A partire da queste testimonianze, le mie collaboratrici Marianna Pompili e Giorgia Pedini hanno iniziato a esplorare l’ipotesi che in questi ragazzi possa esistere una sensibilità olfattiva peculiare, ancora tutta da comprendere”.
“Abbiamo poi osservato – precisa la professoressa – che alcuni geni regolati dalla proteina FMRP, la cui assenza causa la Sindrome dell’X Fragile, codificano proprio per recettori olfattivi appartenenti ai dark genes. Grazie al sostegno della Fondazione Telethon potremo studiare a fondo il ruolo di questi recettori, con l’obiettivo di sviluppare in futuro interventi sensoriali in grado di modulare la percezione degli odori, soprattutto quando questa influenza nutrizione, ambiente e socializzazione”. “I modelli biologici che utilizziamo in laboratorio restano fondamentali per comprendere i meccanismi alla base della malattia e per orientare lo sviluppo di nuove terapie. Solo grazie a questi studi di ricerca di base è possibile ottenere delle conoscenze per impostare percorsi clinici personalizzati”.
“Per favorire un impatto clinico immediato delle nostre scoperte – aggiunge Bagni – stiamo inoltre conducendo uno studio parallelo sul profilo olfattivo di persone con X Fragile e autismo, in collaborazione con Luigi Mazzone, professore ordinario e direttore della Scuola di specializzazione in Neuropsichiatria infantile dell’università di Roma Tor Vergata e il suo team del Policlinico universitario di Tor Vergata, con il supporto della Fondazione Italiana Autismo. Siamo convinti che questi due progetti complementari rappresentino un esempio concreto di come la ricerca di base e la pratica clinica, lavorando fianco a fianco, possano costruire un percorso innovativo e integrato verso nuove opportunità terapeutiche”.