Elenco ammessi iniziativa CAMPUS VISIVO

Elenco ammessi iniziativa CAMPUS VISIVO

Motivi di esclusione

Non sono risultati ammessi i candidati che non hanno soddisfatto i requisiti previsti, che hanno presentato domanda incompleta o oltre i termini stabiliti, nonché coloro che, pur in possesso dei requisiti richiesti, non rientrano nel numero dei posti disponibili secondo l’ordine della graduatoria formulata.

Indicazioni operative

Gli studenti ammessi dovranno prenotare la visita seguendo le seguenti istruzioni:

1)      Collegarsi al sito web https://easyutv.uniroma2.it/portalePlanning/visivo

2)      Autenticarsi con matricola e password utilizzate per l’accesso ai servizi telematici di ateneo (come ad esempio delphi). Nota, nel caso di studenti iscritti a più corsi di laurea utilizzare le credenziali associate alla matricola che è indicata nell’elenco degli ammessi

3)      Selezionare il riquadro “Nuova Prenotazione”

4)      Seguire le istruzioni proposte finalizzate alla prenotazione della visita nelle date e gli orari proposti.

Al fine di garantire la più ampia partecipazione la prenotazione va effettuata entro il 1 marzo 2026.

Per eventuali problemi tecnici riscontrati durante la procedura di prenotazione, è possibile scrivere all’indirizzo e-mail: info@ccd.uniroma2.it

Gli studenti ammessi alle visite oculistiche potranno recarsi presso l’Aula informatica ubicata al piano 0 del Rettorato, in via Cracovia n. 50.

VERSO LA RIFORMA DELLA RESPONSABILITÀ MEDICA-UNA PROSPETTIVA MULTIDISCIPLINARE

VERSO LA RIFORMA DELLA RESPONSABILITÀ MEDICA-UNA PROSPETTIVA MULTIDISCIPLINARE

La ricerca di una corretta attribuzione delle varie forme di responsabilità in ambito sanitario e il contrasto al fenomeno della medicina difensiva sono questioni centrali e sempre più attuali nel dibattito pubblico. A queste tematiche – e alle prospettive di riforma che si sono tradotte in un disegno di legge promosso dal ministero della Salute, attualmente all’esame della Camera dei deputati – è stato dedicato il convegno ‘Verso la riforma della responsabilità medica, una prospettiva multidisciplinare’, che si è svolto la mattina del 17 marzo 2026 alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università di Roma Tor Vergata, organizzato in sinergia tra il dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, rappresentato dal direttore Luigi Tonino Marsella, e il dipartimento di Giurisprudenza, rappresentato dal direttore Venerando Marano e il CeSDirSan, Centro interdisciplinare di studi sul diritto sanitario. L’evento è organizzato con il patrocinio della SIMLA (Società italiana di medicina legale e delle assicurazioni).

“Un ringraziamento particolare ai docenti che si sono fatti nel corso del tempo promotori di queste iniziative” sul dibattito della riforma della responsabilità sanitaria, anche con “la possibilità di aver messo a fattor comune competenze diverse: giuridiche, mediche, istituzionali e scientifiche – ha detto nel suo intervento Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’università di Roma Tor Vergata – Il titolo del convegno richiama esplicitamente una prospettiva multidisciplinare. Questo è certamente un punto di forza caratterizzante molto importante. È proprio questa la chiave più efficace per affrontare una materia così complessa come quella della responsabilità medica che si colloca al crocevia tra tutela del paziente, sicurezza delle cure, autonomia e serenità dell’esercizio della professione sanitaria. Il dibattito odierno si inserisce in una fase particolarmente significativa dell’evoluzione normativa. Infatti, è stato approvato dal Consiglio dei ministri lo schema di legge delega volto a riformare il sistema della responsabilità sanitaria. Tra i profili più rilevanti vi è la proposta di riformulazione dell’articolo 590 sexies del Codice penale che limita la responsabilità penale del professionista sanitario ai casi di colpa grave quando il professionista si sia tenuto a linee guida o buone pratiche clinico assistenziali adeguate al caso concreto. Si tratta di un intervento che mira, tra l’altro, a ridurre gli effetti della cosiddetta medicina difensiva, creando condizioni di maggiore serenità tra i professionisti sanitari, senza compromettere la tutela dei pazienti e la sicurezza delle cure. Proprio per questo appare particolarmente importante che il confronto su questi temi si sviluppi in segni di approfondimento scientifico e con il contributo di competenze diverse”.

“Questa è un’iniziativa che approfondisce un ambito complesso ma anche rilevante: la responsabilità medica – ha esordito il ministro della Salute, Orazio Schillaci – È un tema, devo dire, molto sentito dal personale sanitario. Il Governo su questo argomento ha posto da subito grande attenzione e anche un impegno concreto. I numeri del contenzioso medico legale, lo sapete, indicano quanto sia vasto questo problema. Ci sono oltre 35.000 azioni legali negli ultimi anni e il 97% in ambito penale poi si risolve in un nulla di fatto. Soprattutto da medico, oltre che da ministro della Salute – ha sottolineato – mi preoccupa il fatto che il timore fondato di contenziosi contribuisce ad alimentare la medicina difensiva, che costa al Servizio sanitario nazionale addirittura 9-10 miliardi di euro l’anno. Questa impatta su tanti aspetti del nostro sistema: tra tutti quello delle liste di attesa. Con il disegno di legge sulla riforma delle professioni sanitarie, insieme al ministro Nordio, ma con il contributo determinante del viceministro Sisto, siamo intervenuti con una modifica della normativa vigente in materia di responsabilità della professionale sanitaria. È una norma che abbiamo voluto fortemente proprio per arginare la medicina difensiva, per permettere ai medici e agli operatori sanitari di lavorare con una maggiore serenità, quindi a tutela della salute. Viene confermata – ha ricordato – la responsabilità penale per colpa grave per chi esercita la professione sanitaria, ma si stabilisce che nell’accertamento della colpa il giudice debba considerare, oltre al rispetto delle linee guida e delle buone pratiche, anche il contesto, la realtà operativa nella quale il medico esercita la sua professione. A volte c’è una scarsità di risorse, c’è una carenza organizzativa, a volte poi anche i pazienti hanno una complessità delle patologie dalle quali sono affetti. Questo è quindi un contesto caratterizzato da decisioni cliniche che sono assunte anche in condizioni difficili”.

“Il problema della responsabilità medica – ha evidenziato Roberto Bei, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università di Roma Tor Vergata – non è più settoriale, ma è un problema che riguarda diversi aspetti della medicina. Ricordo che la responsabilità medica rappresenta un nodo cruciale della nostra vita democratica e civile e che è rappresentata da due aspetti fondamentali: da una parte la tutela della salute, il diritto ad essere curati, e dall’altra la serenità nell’esercitare la professione, la serenità nel poter offrire delle cure. Bisogna considerare la responsabilità medica non solamente sanzionatoria e difensiva. Bisogna analizzare due aspetti: da una parte ci sono i diritti dei cittadini, la tutela alla salute, ma dall’altra non dobbiamo sottovalutare il timore del contenzioso che può portare a delle distorsioni nell’attività medica. Ci deve essere una sorta di garanzia per il medico che opera in questo settore sanitario. Ed ecco qui il ruolo importante dell’accademia. Che cosa possiamo fare? Noi non dobbiamo solamente fornire le informazioni tecniche ai futuri dottori, quelle che permetteranno loro di esercitare una professione, ma dobbiamo anche insegnare loro la consapevolezza delle responsabilità, civili, deontologiche e penali”.

“Quindi – ha suggerito Bei – dobbiamo pensare ad una sorta di formazione sanitaria integrata. Bisogna insegnare a curare, ma anche a curare bene, valutare gli equilibri. Bisogna responsabilizzare i futuri medici e questa responsabilità deve nascere nel quadro in cui vengono operate le cure. Possiamo offrire dei seminari, delle attività didattico opzionali, invitare, come è stato fatto ora, giuristi, magistrati, professionisti che si occupano del risk management. Professionisti che si occupano di analizzare a fondo quelli che sono i contenziosi medici. Pertanto dobbiamo pensare in un modo diverso quando viene fatto un errore. Non bisogna pensare a trovare la colpa, ma – ha concluso – comprendere l’errore e cercare di non farlo più, quindi analizzare l’errore per impedire che venga fatto nuovamente”.

News correlata: https://web.uniroma2.it/it/contenuto/la-responsabilit-medica-e-il-contrasto-alla-medicina-difensiva-a-roma-tor-vergata-si-discute-sulla-riforma-in-arrivo

a cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo

Medicina, alimentazione e movimento: nasce a Roma il Master che unisce lecompetenze contro le malattie croniche

Medicina, alimentazione e movimento: nasce a Roma il Master che unisce lecompetenze contro le malattie croniche

MedLavMov01

Siglato l’accordo tra l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico” per un percorso innovativo sugli stili di vita che forma professionisti della prevenzione integrata e della salute attiva.  Lunedì 23 febbraio 2026 è stata infatti sancita l’attivazione congiunta del Master universitario di I livello dal titolo “Il ruolo dei composti naturali bioattivi e dell’attività fisica adattata nelle patologie cronico-degenerative non trasmissibili”

La cerimonia si è svolta presso il Rettorato dell’Università di Roma Foro Italico, alla presenza dei Magnifici Rettori Prof. Nathan Levialdi Ghiron (Università degli Studi di Roma Tor Vergata) e Prof. Massimo Sacchetti (Università degli Studi di Roma “Foro Italico”).

Il Master nasce dalla volontà condivisa dei due Atenei di “fare sistema”, mettendo in sinergia competenze scientifiche, didattiche e cliniche per offrire un percorso di alta formazione interdisciplinare. L’obiettivo è formare professionisti altamente qualificati – tra cui chinesiologi, biologi nutrizionisti, medici, dietisti, farmacisti e altri specialisti del settore – in grado di intervenire con competenze avanzate nella prevenzione e nel trattamento integrato delle patologie cronico-degenerative non trasmissibili, attraverso l’integrazione tra attività fisica adattata e utilizzo consapevole dei composti naturali bioattivi.

Il programma, della durata di un anno e articolato in 60 crediti formativi universitari, rappresenta un modello innovativo di collaborazione accademica che unisce l’esperienza medico-clinica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata con la consolidata competenza dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico” nell’ambito delle scienze motorie e dell’attività fisica adattata.

«Per noi è particolarmente importante essere arrivati alla firma di questo accordo – ha dichiarato il Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, Prof. Massimo Sacchetti – perché è il frutto di attività di ricerca congiunte che proseguono da alcuni anni tra il gruppo della Prof.ssa Annalisa Noce e quello del Prof. Attilio Parisi. Questo progetto formativo nasce dalla convergenza di competenze diverse e complementari che provengono dai nostri due Atenei e che trovano in questo Master una sintesi concreta e innovativa.

La promozione dello stile di vita attivo è uno dei punti chiave del mio mandato appena iniziato. Per i nostri laureati in ambito motorio questo percorso rappresenta un passo ulteriore verso una professionalizzazione all’avanguardia. Il nostro compito è formare figure capaci di trovare spazio e riconoscimento in un mondo del lavoro in continuo cambiamento: professionisti che agiscano in modo qualificato nel contrastare le malattie cronico-degenerativo non trasmissibili, sempre più frequenti, soprattutto in una popolazione che invecchia e che richiede competenze specifiche e aggiornate».

«Questo Master – ha dichiarato il Rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Prof. Nathan Levialdi Ghiron – rappresenta un esempio concreto di collaborazione strategica tra istituzioni accademiche che condividono una visione comune sul ruolo della ricerca e della formazione nella tutela della salute pubblica. L’integrazione tra competenze cliniche, nutrizione e attività fisica adattata consente di formare professionisti altamente qualificati capaci di operare con un approccio realmente multidisciplinare, rispondendo alle nuove sfide poste dalla crescente incidenza delle patologie croniche ed esaltando l’aspetto della prevenzione e dell’attenzione alla qualità della vita delle persone nella formazione universitaria.

La sinergia tra i gruppi di ricerca coinvolti dimostra come la collaborazione scientifica possa tradursi in percorsi didattici innovativi e di alto profilo, con un impatto concreto sulla qualità della prevenzione e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari».

Attraverso un’offerta formativa che integra discipline quali medicina interna, endocrinologia, nefrologia, dieta mediterranea, nutraceutica, composti naturali bioattivi e attività fisica adattata, il Master intende rispondere alla crescente domanda di figure professionali capaci di operare in contesti sanitari complessi, contribuendo a sviluppare approcci multidisciplinari centrati sulla persona e sul suo benessere. Al master, di cui dopo l’estate sarà pubblicato il bando di accesso, si può accedere con una laurea triennale in Dietistica, Scienze dell’alimentazione e della nutrizione umana, scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate, scienze biologiche, scienze farmaceutiche, scienze delle attività motorie e sportive oppure con laurea magistrale come medicina e chirurgia o farmacia.

La Direttrice Generale dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, Dott.ssa Lucia Colitti, ha inoltre sottolineato come «la firma di questo protocollo di intesa sia solo una delle tante iniziative che uniscono le nostre Università, a testimonianza di un percorso di collaborazione strutturato e in costante crescita».

Con questo accordo, l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, che collaborano da diversi anni grazie al canale didattico del corso di laurea in Giurisprudenza nella sede del Foro Italico, confermano il proprio impegno nel costruire reti accademiche solide e innovative, valorizzando le rispettive eccellenze e offrendo nuove opportunità di crescita professionale ai laureati, contribuendo al progresso della cultura della prevenzione, della salute e dell’invecchiamento attivo nel Paese.

News correlata:

https://web.uniroma2.it/it/contenuto/una-giornata-di-sport-sul-tevere-tor-vergata-alla-boat-race-2025
 https://web.uniroma2.it/it/contenuto/una-sola-rete-quattro-atenei-nasce-biblioteche-insieme-per-gli-studenti-delle-universit-statali-di-roma

a cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo

Cerimonia presentazione delle prime tesi del Master di I livello in Tutela della salute – Protection of health

Cerimonia presentazione delle prime tesi del Master di I livello in Tutela della salute – Protection of health

Un percorso formativo nato dalla decennale collaborazione tra l’università di Roma Tor Vergata e il ministero della Salute.  Questo, in sintesi, il Master di I livello in Tutela della Salute – Protection of health, che è culminato venerdì 13 febbraio al Ministero della Salute (Viale Giorgio Ribotta, 5) a Roma all’interno dell’Auditorium “Biagio D’Alba” con la presentazione delle prime tesi finali.
Già dal 2016 l’Università di Roma Tor Vergata erogava – con cadenza biennale – un Corso di formazione di livello universitario riservato ai militari dell’Arma dei Carabinieri, dal nome Tutela della salute pubblica. Nell’anno accademico 2024/2025, alla luce dell’esperienza del corso, è stato attivato l’attuale Master, di durata annuale, grazie a un rinnovato accordo tra l’università e il ministero della Salute, riservato esclusivamente al personale dell’Arma dei Carabinieri.  Obiettivo principale è fornire loro gli strumenti necessari per conoscere e comprendere e, all’occorrenza, applicare in chiave sanzionatoria la normativa “tecnica” dei settori interessati. Sicurezza alimentare e qualità nutrizionale, tutela della salute umana e animale, relativi ruoli professionali, sono i punti nevralgici approfonditi e oggetto principale di formazione.

Il rettore di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, presente all’evento, sottolinea “È per me un vero piacere portare il saluto dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata in occasione della cerimonia conclusiva del Master universitario di I livello in Tutela della salute, che segna il termine di un percorso formativo impegnativo e di alto profilo, culminato oggi con la discussione dei lavori finali. Desidero innanzitutto rivolgere un saluto e un sentito ringraziamento al Generale Covetti, per la sua presenza, che testimonia ancora una volta l’attenzione e il forte sostegno dell’Arma dei Carabinieri a iniziative di formazione avanzata come questa, fondamentali per rafforzare la tutela della salute pubblica nel nostro Paese. Il valore di questo Master risiede anche nella sua capacità di integrare ambiti disciplinari diversi, quello giuridico e quello tecnico-scientifico, grazie al contributo congiunto di più strutture del nostro Ateneo e al costante dialogo con il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e con il Ministero della Salute. È un modello di formazione che dimostra come la sinergia tra Istituzioni – Università, Ministero e Forze dell’Ordine – rappresenti una strategia vincente per raggiungere risultati concreti e utili per la comunità. Oggi, con la conclusione del Master e la discussione delle tesi finali, si chiude un percorso formativo, ma si rafforzano competenze e responsabilità che accompagneranno ciascuno di voi nel proprio servizio. All’Università resta l’orgoglio di aver contribuito alla vostra formazione, a voi l’onore e l’onere di tradurre quanto appreso in azioni quotidiane a tutela della salute pubblica”.

Il percorso didattico era diviso in due fasi principali. Una prima fase di 400 ore di didattica frontale comprensive delle attività di verifica ed esami. I docenti di Roma Tor Vergata, sono stati supportati, ove ritenuto necessario, da Ufficiali del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e da dirigenti del ministero della Salute.  La seconda fase, a cura del Comando per la Tutela della Salute, è stata invece caratterizzata dallo svolgimento di un vero e proprio tirocinio teorico-pratico, della durata di 1500 ore, presso i dipendenti Nuclei Anti Sofisticazioni (NAS).  Il numero massimo dei partecipanti prevedeva un massimo di 90 unità. Il numero massimo dei partecipanti era fissato in 90 unità con una minima pari al 75% delle ore previste. L’attività formativa svolta è pari a 60 crediti formativi.
All’impostazione concretamente interdisciplinare delle lezioni e all’erogazione degli insegnamenti concorrono il dipartimento di Giurisprudenza, che è sede amministrativa del corso, rappresentato da Donatella Morana, coordinatrice del  master e Cristiano Cupelli, ordinario di Diritto penale; per la facoltà di Medicina e Chirurgia era presente Laura Di Renzo, direttrice della Sezione di Scienza dell’Alimentazione, della Nutrizione Clinica e del Farmaco, mentre per il dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche c’era Fabiana Arduini, ordinaria di Chimica analitica.  In allegato il programma della cerimonia.

a cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo

CAMPUS VISIVO, visite oculistiche gratuite, con donazione di occhiali da vista per studenti e studentesse

CAMPUS VISIVO, visite oculistiche gratuite, con donazione di occhiali da vista per studenti e studentesse

L’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, in collaborazione con il Policlinico Tor Vergata e la Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, organizza nel mese di marzo (dal 2 al 27 marzo) “Campus Visivo”, un programma di salute e prevenzione visiva consistente in visite oculistiche gratuite con relativa donazione di occhiali da vista eventualmente prescritti, rivolto agli studenti e alle studentesse dei corsi di laurea di Roma Tor Vergata, in possesso di un ISEEU in corso di validità inferiore a euro 13.000. 

L’iniziativa rappresenta un importante strumento di prevenzione, utile per individuare precocemente eventuali disturbi visivi e promuovere la tutela della salute degli occhi, con ricadute positive anche sul benessere e sul rendimento nello studio. Una buona capacità visiva è infatti fondamentale per il percorso universitario. Disturbi non corretti possono incidere negativamente sulla concentrazione, sull’apprendimento e sulla qualità dello studio, rendendo più faticoso il percorso accademico. Prendersi cura della propria vista significa quindi investire nel proprio successo formativo.

Le visite oculistiche saranno svolte dai medici in formazione specialistica della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, sotto il coordinamento del Prof. Carlo Nucci, Professore di Oftalmologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia dell’Ateneo e la supervisione del personale medico oculistico del Policlinico Tor Vergata

Si informa che il numero delle visite disponibili è limitato. Qualora il numero di richieste superi le disponibilità, verrà stilata una graduatoria per l’ammissione allo screening secondo i seguenti criteri:

  • valore ISEEU (così come è stato acquisito dal sistema informativo delphi), dal più basso al più alto;
  • a parità di ISEEU, farà fede l’ordine cronologico di arrivo delle richieste di partecipazione.

Gli studenti interessati sono pertanto invitati a prenotarsi entro il 24 febbraio 2026, collegandosi al seguente link: https://forms.microsoft.com/e/hXpNcaBXvk

Mercoledi 25 febbraio 2026 verranno pubblicati sul sito web di Ateneo l’elenco degli ammessi all’iniziativa e verranno comunicate le informazioni organizzative (date, orari e sede dello screening).